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Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria correlata alla diffusione della COVID-19 tutti gli operatori sanitari, e coloro che sono coinvolti nella rete di gestione dell’emergenza, sia in setting di ricovero che sul territorio, sono esposti a condizioni organizzative, relazionali, psicologiche che rappresentano una fonte di forte stress.

Gli operatori, soprattutto quelli impegnati in prima linea, parlano di un segno indelebile che questa esperienza lascerà nella loro storia professionale e umana. Il lavoro loro richiesto è veramente molto impegnativo, sul piano fisico perché li espone alla fatica di turni pesanti e una grande quantità di lavoro, aggravati dal necessario uso dei DPI e logorante sul piano emotivo per l’impotenza della cura e la ripetuta vicinanza della morte che questo virus ha prodotto. 

In questo periodo lavorando all’interno dei reparti Covid come fisioterapista (dipendente di una azienda  pubblica della mia città) ho visto operatori capaci di mettere da parte paura e stanchezza e andare avanti con dedizione, altri, dominati da paura e tristezza, orientarsi verso il distacco emotivo dai malati e dai familiari, altri manifestare un senso di svuotamento. Tanti i sintomi che riportano a una condizione di burn out molto frequente nelle professioni di cura: malessere generale, disturbi del sonno, mal di testa, disturbi gastrointestinali, impulsività e impazienza eccessiva, irritabilità ed aggressività, abuso di psicofarmaci, sensi di colpa, rigidità nelle procedure di lavoro, negativismo. Tutti con un grande bisogno di prendersi cura di sé per poter procedere nel proprio lavoro.

Tante aziende sanitarie hanno recepito questo disagio ed hanno istituito servizi di consulenza psicologica. Si stima che gli effetti maggiori sulla salute psicofisica degli operatori saranno visibili a emergenza terminata.

In questa esperienza ho raccolto e compreso la richiesta che mi arrivava da parte di tanti colleghi infermieri, medici, operatori sanitari di dedicare a loro uno spazio per la pratica dello Yoga anche da parte di chi non ha mai praticato. Richiesta tra l’altro espressa anche da tanti pazienti in fase di dimissione che hanno vissuto uno stress ancora più intenso, ma a loro va dedicato uno spazio a parte.

Oltre che fisioterapista, insegno Yoga da oltre 12 anni, e mi sono chiesta come poter aiutare gli operatori impegnati in prima linea. Lo Yoga è una disciplina che ha un ampio panorama di strategie utili a contrastare lo stato di tensione a cui siamo sottoposti in alcuni periodi della nostra vita, è riconosciuto come uno strumento elettivo per affrontare situazioni di stress e considerato spesso come un metodo efficace nella gestione dello stress lavoro-correlato. Può quindi diventare una risorsa anche, nella professione sanitaria, per la promozione del benessere e per la gestione efficace dello stress lavorativo.  

Lo Yoga è una filosofia vera e propria e non può essere ridotta ad una semplice pratica. È un arte di vivere, una pratica millenaria che a suo tempo creò delle soluzioni semplici ed efficaci per combattere lo stress che oggigiorno è definito superstress (Coudron & Miéville, 2013). Non sono incline a interpretare e proporre la pratica dello Yoga come una pillola per ridurre e sanare i disagi fisici e psichici, come spesso viene proposto oggi in occidente, sarebbe snaturare l’essenza stessa dello Yoga che è una via evolutiva e di autoeducazione e come tale necessita di una pratica costante e lunga nel tempo per poter modificare abitudini, tensioni e stati mentali. 

Ma nei momenti di crisi nasce spesso per l’essere umano l’esigenza di cambiamento e una maggiore consapevolezza e questa emergenza COVID ci ha messo tutti di fronte alla realtà esistenziale, ponendoci forti le domande pregnanti che da sempre l’uomo si pone “chi sono? perché sta accadendo tutto questo? perché proprio a me? perché la sofferenza? Perché la morte?”.

Da queste richieste e considerazioni è nata una iniziativa che propongo e metto a disposizione per tutti gli operatori sanitari, volta a supportare lo stato di tensione, di stress e ansia amplificata dal Coronavirus. Un percorso che attinge alle pratiche yogiche, un avvicinamento gentile allo Yoga. 

Dedicare del tempo per curare la nostra salute emotiva e il nostro benessere, è importante quanto la cura che forniamo ai nostri pazienti che può cambiare la loro vita. Trovare quindi qualche minuto per liberare la nostra mente dallo stress di una normale giornata di lavoro basato sull’assistenza, può essere ciò di cui abbiamo bisogno per continuare a prenderci cura degli altri.

IL TRAINING

      Il percorso è aperto a tutti e non è richiesta nessuna esperienza pregressa di Yoga e meditazione.

  Si articola in un 6 settimane in cui vengono proposte pratiche attraverso audio e video. Gli studi dicono che ventuno giorni, è il tempo minimo in cui il cervello può smantellare un’abitudine e installarne un’altra. Quando l’obiettivo è la gestione dello stress, l’abitudine da disinstallare è la reattività alle situazioni che lo provocano. Spesso, infatti, si entra in una condizione di preoccupazioni, ansie, urgenze, emozioni che ci destabilizzano fino a lasciarci privi di energia.

L’impegno quotidiano costante che è richiesto è necessario per installare nella nostra mente nuove modalità di risposta ad uno stato di disagio interiore e acquisire la calma necessaria ad affrontare le criticità di ogni giorno in modo più lucido e sereno, assertivo e resiliente. La disciplina nella pratica richiede una ferma intenzione e una   riorganizzazione della propria giornata per creare un intervallo di tempo indisturbato.  

  Il programma articolato e semplice è composto di pratiche di rilassamento, di respirazione, pratica corporea, di meditazione che porteranno gradualmente ad apprezzare un migliore stato di consapevolezza, centratura, presenza, chiarezza del pensiero e capacità di concentrazione. 

Rilassamento

Si pensa comunemente che rilassarsi sia semplice, che basta sdraiarsi e chiudere gli occhi, ma se non ci libera dalle tensioni muscolari, mentali emozionali non sarete mai rilassati.

ll rilassamento è un’arte alla quale ci si può educare. E’ più difficile rilassarsi che attivarsi. Solo se ci rilassiamo ci rigeneriamo ristrutturando dall’interno la nostra intera personalità.

Utilizzeremo un’antica pratica yoga, lo Yoga Nidra. Nidra significa sonno, sonno vigile. Attraverso la guida della mia voce, porteremo il corpo in uno stato di sonno nella completa immobilità ma la coscienza rimarrà vigile. E’ una forma di rilassamento profondo molto efficace per ridurre le tensioni sul piano fisico, mentale ed emotivo. In questo percorso lo propongo a giorni alterni.  Ma non ci sono controindicazioni alla pratica quotidiana. 

Respiro

Il respiro è lo strumento più importante per ridurre la tensione e lo stress perché riflette momento per momento il nostro stato psicofisico e cambia in relazione ad esso. Secondo lo Yoga, la respirazione anormale è sia una conseguenza che una causa dello stress. Quando c’è un’emozione forte la prima cosa che viene condizionato è il respiro: il respiro si blocca e il corpo si contrae.

Il respiro è il primo elemento necessario per prendersi  cura di sè. Attraverso la pratica possiamo ridurre i blocchi generati dalle tensioni psicofisiche e dallo stress che ci impediscono di respirare in modo ampio e libero. In questo modo noi togliamo allo stress i luoghi di maggiore influenza.

Se si rallenta il respiro e si inizia a respirare più lentamente, ci si calma. Basta pensare a quando ci troviamo in una situazione in cui stiamo perdendo il controllo. Quando gli dedichiamo attenzione il respiro aiuta a concentrarci, ci riporta a noi stessi, ci aiuta a calmare la mente e il corpo, a osservare i nostri pensieri e sentimenti con più distacco, siamo più svegli e consapevoli. A lungo andare ci porta a stati di grande pace, il respiro diventa nostro alleato anche nei momenti più critici.

Pratica Corporea

L’ascolto delle sensazioni fisiche durante il movimento consentirà di riappacificarci e ritrovare l’integrità con il corpo, irrigidito e indolenzito dal peso di giorni difficili, a ridurre le tensioni muscolari e articolari. I video che ho preparato permetteranno a chiunque di ritrovare, attraverso il corpo uno stato di calma e benessere. Si sperimenteranno sequenze dinamiche di scioglimento di tutte le articolazioni, l’allineamento della colonna vertebrale, e posizioni statiche (asana) Nei video sono presenti anche delle pratiche di sblocco energetico ed emotivo molto utili in situazioni di stress.

Pratica Meditativa

Tutte le pratiche precedenti ci porteranno ad avvicinarci alla pratica meditativa allo scopo di comprendere e pacificare la mente.

Le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato l’efficacia della meditazione, in numerose situazioni di malattia e disagio, in particolare, ansia, attacchi di panico, depressione, disturbo post traumatico da stress e disturbi dell’umore.

In particolare si è dimostrata l’efficacia della meditazione nella riduzione del cortisolo (l’ormone dello stress e dell’ansia) e del testosterone (aggressività e violenza), nella riduzione dell’ansia, della tensione muscolare e della tensione psichica (diminuzione del nervosismo, insonnia, ipereccitazione, ecc.).

Sempre in relazione allo stress, la meditazione facilita l’aumento del piacere di vivere e di sentirsi soddisfatti: con miglioramento degli ormoni del benessere come l’endorfina (l’ormone della soddisfazione e della pace), la serotonina (l’ormone del piacere fisico), la dopamina (l’ormone dell’entusiasmo e del gioco), l’ossitocina (l’ormone dell’amorevolezza e della cura). La meditazione migliora la stabilità emotiva, promuove una migliore capacità di percezione ed espressione delle emozioni, migliora l’empatia, l’affettività, la comprensione reciproca e la comunicazione, e quindi le relazioni umane in generale. Permette, grazie all’aumento dell’endorfina di sentire meno la fatica e il dolore (anche il dolore cronico e da cancro) e quindi di essere più adatti alle prove della vita.

La meditazione diminuisce l’infiammazione (riduzione di citochine infiammatorie) che sono la prima causa di disturbi fisici come: gastriti, bronchiti, tonsilliti, vaginiti, tendiniti, coliti, cistiti, ecc.

Anche una indicazione dell’OMS che dava delle regole per affrontare la quarantena indicava tra i tre pilastri del benessere, la pratica della meditazione oltre all’alimentazione e al movimento fisico. La meditazione ha un impatto intenso sul tono dell’umore, sull’ansia, sulla paura, sulle emozioni primarie. Meditare anche poco durante il giorno ha un impatto fortissimo su tutte le emozioni primarie. 

DOVE PRATICARE

Trova uno spazio della casa con un tappetino, un piccolo cuscino e una coperta. Può essere utile avere vicino anche una sedia, se la posizione seduta a terra dovesse risultare fastidiosa.

QUANTO TEMPO AL GIORNO

Si richiedono 30/45 min di pratica al giorno. Ciò che importa è sentirsi motivati a praticare, anche per poco. Se l’attività intensa lavorativa non lo consente puoi praticare per quindici minuti al giorno di seguito o due volte al giorno se vi riescono.

 BIBLIOGRAFIA:

Jon Kabat-Zinn, “Dovunque tu vada ci sei già”  Corbaccio

Jon Kabat-Zinn, “ Vivere momento per momento”, Corbaccio

Shapiro, S. L., Astin, J.A., Bishop, S.R., & Cordova, M. (2005). Mindfulness-based stress reduction for health care professionals: Results from a randomized trial. International Journal of Stress Management

 https://www.greenme.it/yoga/yoga-ospedale-madrid/

Yoga: Ancora una conferma. Previene la depressione

SETTIMANA 1 /2

Alternare tutti i gg pratica di rilassamento profondo e pratica corporea                  

1.  Rilassamento profondo Yoga Nidra 1                                                20 min

2.   Pratica corporea Sequenza 1                                                           40 min

3.     Sedere con il respiro                                                                        10 min

SETTIMANA 3/4

Alternare tutti i gg pratica di rilassamento profondo e pratica corporea                  

1.     Rilassamento profondo – Yoga Nidra 2                                                40 min

2.     Pratica corporea – Sequenza 2         sblocco emotivo                      40 min

3.     Sedere con il respiro e corpo                                                                    10 min

SETTIMANA 5/6

Alternare tutti i gg pratica di rilassamento profondo e pratica corporea                  

1.     Rilassamento profondo – Yoga Nidra 3                                         40 min

2.     Pratica corporea – Sequenza 3                                                       40 min

3.     DISCESA 0                                                                                              15 min

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