Il respiro consapevole – Regione Marche – 1° parte

pubblicato in: Articoli | 0
Download PDF

Intervento tenuto al Convegno, Progetto BOM Benessere, Regione Marche – Ancona 04.07.2014

 

STRESS E RILASSAMENTO

 

In una società come la nostra dove gli impegni, i ritmi di lavoro, gli imprevisti e, negli ultimi tempi, perfino la difficoltà a sbarcare il lunario, lo stress é una minaccia per la salute e per l’equilibrio psicologico: questa condizione é causa infatti ad una serie di problemi psicologici, come il burnout, la depressione o l’ansia.

L’efficienza del nostro organismo ne viene intaccata e viviamo così frequenti mal di testa, fitte al petto, problemi gastro-intestinali, fatica cronica, vulnerabilità alle infezioni e insonnia… Lo stress oggi viene considerato una delle maggiori cause di malattia, tensione ansia e uno stato mentale alterato possono causare gravi disturbi fisici, come ipertensione, malattie cardiovascolari, asma, malattie autoimmuni, diabete, ecc.

Come non bastasse, la scienza ha messo a fuoco un’altra subdola fonte di stress: l’esposizione al nervosismo altrui! D’altra parte, se ci riflettiamo, quando in ufficio, in una sala d’attesa o in casa nostra quando qualcuno tamburella in modo agitato con le dita oppure se vediamo qualcuno con il volto “contorto” dai tic o camminare veloce e senza sosta lungo il perimetro nella stanza é inevitabile farsi carico di questa irrequietezza che, pure, non ci appartiene. Quest’effetto é talmente potente!

Lo stress è l’energia utilizzata dall’organismo per adattarsi alle situazioni. Di fronte a una richiesta proveniente dall’esterno o da sé stesso l’individuo reagisce preparandosi a rispondere nel miglior modo possibile, passando da una situazione di quiete a una di massima allerta, per poi tornare alle condizioni di partenza. Questo sarebbe, l’eustress, ovvero lo stress positivo, funzionale al nostro adattamento all’ambiente. Purtroppo molto spesso non è così semplice. Il mutamento radicale delle nostre condizioni di vita, avvenuto in pochi decenni, impone un costo molto alto in termini di stress cronico. Il di-stress, come lo chiamano i teorici della materia, al contrario dell’eustress, peggiora, anziché migliorare, le nostre prestazioni, è correlato con l’aumento del rischio cardiovascolare, del diabete, dell’obesità e di molte altre patologie e riduce notevolmente le nostre difese immunitarie.

Capiamo quindi quanto per il nostro benessere è così importante un buon stile di vita, alimentazione, movimento, ma anche imparare a riconoscere le tensioni ed imparare a rilassarsi.

Sappiamo quante tensioni si accumulano in noi, consce o inconsce. Se pensate troppo o non pensate per niente accumulate tensioni. Se lavorate fisicamente o se non lavorate per niente accumulate tensioni, se dormite molto o non dormite per niente accumulate tensioni. Se seguite una dieta iperproteica, o ricca di carboidrati o vegetariana accumulate tensioni… Queste tensioni si ammassano nel sistema muscolare, emozionale e mentale. Sappiamo che se la mente è tesa anche lo stomaco sarà teso e se lo stomaco è teso tutto il sistema circolatorio sarà teso a sua volta. Tutto un circolo vizioso.

Io sono insegnate di Yoga e lo Yoga si occupa dei problemi della tensione con un ampio panorama di strategie .

La filosofia yogica, come la moderna psicologia, considera tre tipi di tensioni che sono responsabili della vita moderna muscolari, emozionali, mentali. Triplice tensione che ha origine nella struttura fisica e mentale e che influenza tutti gli altri sistemi del corpo. Dovreste aver osservato che quando si è sotto tensione si commettono numerosi errori. Ciò è dovuto ad uno squilibrio del sistema nervoso che causa un comportamento irregolare. Poiché la tensione alla fine culmina nello stress, è importante capire questi tipi di tensioni:

  • Tensioni muscolari in relazione con al corpo, al sistema nervoso e a squilibri del sistema endocrino. Queste possono essere facilmente rimosse con un profondo rilassamento fisico.
  • Tensioni emozionali che emergono nella dualità, che emerge dalla nostra relazione con le persone, oggetti, eventi. Interagiamo emotivamente con ogni cosa ma non tutto accorda le nostre aspettative. Quando succede qualcosa che accorda con i nostri desideri si crea una tensione emozionale positiva ma quando succede qualcosa in contrasto con i nostri desideri questo causa una emozione negativa. A volte non siamo capaci di riconoscere o esprimerle apertamente, perciò vengono represse e sempre più profondamente radicate. Non è sufficiente il sonno per rilassare queste tensioni.
  • Tensioni mentali sono il risultato di un’eccessiva attività mentale. La mente è un turbinio, non permettiamo mai alla mente di riposarsi, la mente è sempre impegnata nei pensieri e questo troppo pensare è causa di tensione mentale. Pensare eccessivamente porta a confusione mentale, perdita di memoria. Ogni processo di pensiero è responsabile di qualche forma di secrezione ormonale, produce un effetto fisiologico sul corpo, può creare iperattività, può causare un aumento del ritmo del respiro, può stimolare i reni, l’intestino, la vescica… Quando siamo tristi, arrabbiati, irritati attribuiamo spesso tali condizioni mentali ad alcune cause superficiali. Ma la causa che sta dietro al comportamento è spesso nel cumulo delle tensioni del piano mentale.

Le tensioni interne individuali creano tensioni collettive che portano a disordine, aggressione nei contesti familiari, lavorativi, sociali, fino ad arrivare ai conflitti tra comunità, nazioni.

Le scritture yogiche affermano che la pace può essere trovata solo dentro di noi, quindi per creare un mondo pacifico dobbiamo prima imparare a rilassarci e ad armonizzare corpo e mente.

Si pensa comunemente che rilassarsi sia semplice, che basta sdraiarsi e chiudere gli occhi, ma se non ci libera dalle tensioni muscolari, mentali emozionali non sarete mai rilassati. Ci si mangia le unghie, ci si tocca o si batte i piedi, si cammina avanti e indietro, si parla convulsamente, si fuma…, anche durate il sonno pensieri preoccupazioni attraversano la mente, di notte si serrano i denti, e ci si sveglia stanchi.

Per potersi rilassare completamente devono essere liberate le tensioni interne del corpo, delle emozioni, della mente.

ll rilassamento è un’arte alla quale ci si può educare. E’ più difficile rilassarsi che attivarsi. Solo se ci rilassiamo ci rigeneriamo, ristrutturiamo dall’interno la nostra intera personalità.

 

YOGA E RESPIRO

Lo yoga ha un ampia varietà di strategie per ridurre le tensioni e (come tutte le discipline che si occupano dell’evoluzione dell’uomo) dà una straordinaria importanza al respiro perché il respiro riflette momento per momento il nostro stato psicofisico e cambia in relazione ad esso.

Il respiro ci accompagna fedelmente dal primo istante di vita, ma troppo spesso non gli dedichiamo sufficiente attenzione. Respiriamo dal momento che nasciamo al momento che moriamo.

Il problema è che non ci rendiamo conto che respiriamo e di come respiriamo, e non ci accorgiamo di avere problemi di respirazione. Siamo assorti nelle attività di tutti i giorni, ci fermiamo di tanto in tanto magari per lamentarci pensando e dicendo “non ho neppure il tempo di respirare”.

 

ATTO VITALE PIÙ IMPORTANTE

Non siamo consapevoli che il respiro è l’atto vitale più importante, quello che nutre il nostro corpo e che porta ossigeno alle nostre cellule, quello che ci mantiene in vita, possiamo vivere senza mangiare per settimane, senza bere per alcuni giorni ma non possiamo vivere senza respirare. Le cellule del nostro corpo vivono grazie all’apporto di ossigeno e all’eliminazione dell’anidride carbonica. Il nostro primo dovere è quindi assicurare ossigeno nutrimento a tutte le cellule. E purtroppo il corpo non è in grado di immagazzinare ossigeno come fa per il cibo o per i liquidi e se la respirazione si arresta anche per pochi minuti c’è la morte.

 

IL RESPIRO CAMBIA CONTINUAMENTE

E’ la funzione che più subisce variazioni, aggressioni interne ed esterne a noi. Qualsiasi azione fisica influenza la nostra respirazione (se ci muoviamo o stiamo fermi, se corriamo o camminiamo ecc… se mangiamo, se parliamo, se cantiamo) ed emotiva (situazioni di preoccupazione, di paura, di gioia, ecc.).

Tutte queste variazioni avvengono continuamente durante la nostra giornata:

  • il nostro metabolismo viene modificato dalle attività motorie, in un lavoro pesante ci troviamo con il fiatone è una influenza di tipo metabolico,
  • le emozioni hanno un riscontro diretto sul respiro, c’è chi si mette a piangere, a urlare, a singhiozzare, immediatamente il flusso delle emozioni arriva e condiziona il respiro, quante volte vi sarà capitato che per una forte emozione iniziate a ridere o a piangere e non riuscite a smettere.
  • altro elemento che condiziona il respiro è il parlare. Quando parliamo utilizziamo il respiro a seconda della lunghezza delle parole. E visto che in genere le ore di parole sono classificate statisticamente da 6 a 8 pensate a quanto utilizziamo il respiro per poter comunicare. A seconda di come utilizziamo il respiro per parlare, dietro potrebbe esserci uno stato di equilibrio o uno stato di disagio.

In generale è vero che situazioni in cui viviamo tensione, stress, rabbia, o simili, ci portano a trattenere il respiro o, per lo meno, a renderlo meno naturale. Al contrario esperienze piacevoli e appaganti aumentano le nostre capacità respiratorie.

Proprio nella quotidianità è possibile vivere un’infinita varietà di emozioni senza che ce ne si accorga, diventando, di fatto, “preda delle emozioni”. Oggi, sempre più studi mostrano quanto le emozioni siano capaci di condizionare la nostra salute. Ecco quindi che ascoltando il respiro potremmo riconoscere le emozioni che stiamo vivendo, non permettendo più che condizionino il nostro stato fisico e mentale.

Il non saper respirare e la cattiva qualità dell’aria che introduciamo accrescono una mancanza di resistenza alle malattie e alla fatica. Per cui all’origine di tante malattie c’è proprio una scorretta respirazione e io aggiungo una inconsapevolezza del respiro della vita all’interno di noi. Se respirassimo con naturalezza come fanno i bambini, il nostro livello di energia sarebbe più alto e soffriremmo meno di stanchezza o depressione.

Alla nascita e nei primi mesi la respirazione naturale avviene in modo automatico, poi via via diciamo che queste aggressioni si stratificano nel nostro corpo fisico, emotivo e mentale e assumiamo schemi automatici a volte scorretti: si instaura una respirazione superficiale, breve, tendiamo a trattenere il respiro e respiriamo al minimo per sopravvive.

 

Perché non ci rendiamo conto di come respiriamo?

Essenzialmente per 2 motivi principali:

  • Perché in genere non siamo abituati ad ascoltare nessuna sensazione che viene dal nostro corpo, nessuno ce lo insegna e abitiamo un corpo che non conosciamo, che semplicemente ci portiamo dietro a volte come una zavorra a servizio dell’attività mentale che è predominante.
  • Perché le nostre azioni sono molto veloci spesso sovrapposte e l’ascolto e l’osservazione richiedono invece una lentezza e uno stare, un fermarsi.

Accorgerci che stiamo respirando è accorgerci

  • che stiamo vivendo,
  • che c’è un continuo cambiamento in noi,
  • che in noi ci sono dei ritmi che sono delle caratteristiche intrinseche della vita. Anche il battito del cuore è uno dei ritmi fondamentali della vita come il respiro, ma il respiro ha la caratteristica che lo possiamo modificare. E’ la pulsazione della vita che scorre in noi proprio come il ritmo delle maree
  • che il nostro corpo è legato all’ambiente in un continuo scambio ritmico, con ogni respiro scambiamo molecole di anidride carbonica che vengono espulse dal nostro corpo con molecole di ossigeno,
  • che se questo processo ritmico si interrompe non c’è più vita,
  • è vivere il qui e ora, cioè vivere il momento presente,
  • è volgere la mente all’interno aprendoci alla nostra saggezza interiore.

 

Esperienza

Immobili, accorgersi dell’unico movimento dentro di voi.

Prendete una posizione comoda in cui vi sentite completamente a vostro agio. Ora tutto il corpo è tranquillo e immobile. Chiudete gli occhi. Cercate di fare esperienza di tutti i movimenti sottili nel corpo. C’è qualcosa che si muove nonostante il vostro controllo e il vostro desiderio di rimanere immobili? Dov’è il movimento?

Piedi , cosce, mani, testa? torace, stomaco? Si forse torace e stomaco si muovano. Non siete voi a fare ciò. Avviene spontaneamente, nonostante tutto il vostro controllo il movimento nel corpo fisico permane. Questo processo continua da solo 24 ore su 24 fin dalla vostra nascita, e non ci rendiamo conto.

Diventate consapevoli del respiro spontaneo. Non cercate di modificare il vostro respiro siate semplicemente consapevoli di ogni respiro. Semplicemente prendete nota di come state respirando.

 

Tutti abbiamo sentito il movimento. I movimenti li hai fatti o li hai sentiti? Hai osservato il movimento?

  • Come mai il corpo si muoveva cosa lo faceva muovere?
  • Qual è la causa di questi movimenti?
  • Cosa attiva il movimento?
  • Perché sento questo movimento?

Sentitevi di rispondere come alla domanda di un bambino.

In genere tutti rispondono che è l’aria (causa esterna). Non è l’aria responsabile del movimento.

Se fosse l’aria, quale tipo di motore fa si che l’aria entri? Se il motore fosse esterno perché dovrebbe smettere di entrare quando una persona muore? Dobbiamo essere convinti che il motore che attiva il movimento del respiro è dentro non fuori.

Il cibo non entra da solo dentro di noi, anche mangiare è attività vitale! Nello yoga si tende ad abbinare sempre questi 3 processi: respirare, bere mangiare. Processi che sono in relazione con entità esterne perché sono prodotti che entrano ed escono, però il motore è dentro di noi, l’acqua non entra da sola. Il problema è che noi discutiamo molto della qualità esterna si parla molto di cosa mangio e non di come bevo, come mangio, come respiro. Anche il cibo più raffinato o biologico se non riesco a deglutire il cibo rimane fuori.

Il principio che attiva il respiro è dentro o fuori di te?

Lo yoga ci dà una risposta. C’è una energia che si attiva, che ha un suo progetto e dà luogo ai movimenti. Risaliamo alla presenza di una ENERGIA VITALE che ha la funzione di dare luogo ai movimenti respiratori, però il nostro corpo è bloccato e l’energia non può agire liberamente in tutto il corpo.

Lascia una risposta